venerdì, 29 agosto 2008

...GRANDISSIMO...

GHEZZI: ...e poi c'è Magdalena, film di genere, film di suore e di menare, di menare le ragazze, film che è piaciuto soprattutto ai giovanissimi che si accalcano, ci sono le file fuori per vedere questo film, per vedere finalmente queste suore che menano delle ragazze, arrivano due ragazze je menano in due, arrivano in due je menano quattro a quattro, a due per volta a calci e schiaffi, a pugni, je fanno delle mosse speciali, film che sicuramente diverte, film divertente, ricco di effetti tra cui quattro sganassoni coi denti che volano, e la cosa che però poi delude è che poi è un film che arranchia perchè poi il secondo tempo, è un secondo tempo che non arriva, ce so le suore che menano, le suore che menano, capisci subito che è un film non fresco, preparato a tavolino cazzotto per cazzotto, sicuramente mancherà, questa è un'ironia che ce metto io, suore di menare 2, perchè è tipico di questa industria hollywoodiana, che sicuramente farà un seguito. Poi improvvisamente il film ci regala un guizzo divertente nel secondo tempo, improvvisamente dopo che te sei fatto du..cioè dopo che ste ragazze dopo che j'hai menato non c'hanno più i denti, sono a terra non è che je puoi sartà sopra, il film un pò arranchia, improvvisamente il film ha un guizzo, cioè il film si apre ed entrano queste due figure, anche se per poco, queste due figure divertenti che rompono questa monotonia, di questo nero con il vestito nero con quest'altro vanno un pò de sparare di ufi, come una parte che il regista ci consente, alludendo un pò ad una cinematografia hollywoodiana, sparare a questi ufi, poi c'è quello che je stacca la testa e je ricresce, poi che ne so, ce stanno, non so neanche sorci, so ste specie de creature esofaghe, creature di un pianeta diverso, e poi ce sta la scena, c'è da dire questa è notevole, che je esce gli spinaci dalle mani, che è abbastanza impressionante come effetto.

CAMERAMAN: Ma che stai a dì quello è men in black!

G: che c'entra men in black, stamo a parlà de Magdalena

CM:
ma ndo sei annato, hai sbagliato sala

G: sono andato alla sala P

CM: era la sala Q, non vedi che c'ho ragione, hai visto mezzo de qua e mezzo de la..

G: poi il film se apre, come se la sala respirasse, gli effetti e l'audio molto meglio, lo schermo in qualche modo più grande, poi invece la pausa de andà in bagno e poi torni, il film riarranca un pò e di nuovo ritorna questa storia delle suore.. 

CM: Ma che stai a dì?

G: Guarda che men in black stava alla sala Q

CM: No alla sala P

G: Allora scusate, c'è stato un pò de discutibile, ho visto un pezzo con l'altro?

CM: E si, io t'ho visto che sei entrato in quell'altra sala..

G: Comunque a me un pò de suore nere vestite bene non è che ce stavano male, perchè se da du schiaffi alle ragazze, e sparava a du ufi non è che me dispiace, perchè dovendo magari fa il 2 e il 3, il seguito, una volta che hai finito le ragazze se spari agli ufi..comunque questa è una pellicola discutibile, peraltro in una stagione de campionato francamente deludente, e questo è tutto.

trascrizione: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Film-da-vedere/D6422003.html

Scritto da AleTau | venerdì, 29 agosto 2008| Permalink | commenti (4)
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giovedì, 28 agosto 2008

Eccomi di ritorno figliuoli... vacanze andate benissimo ma passate purtroppo! :-(

Non vi tedierò con i racconti delle mie vacanze (però ascolto volentieri i vostri) ma parto subito con un post che mi è "venuto" l'altra sera al cinema.

C'era una pubblicità, prima del film, dove c'erano Vasco e Red Ronnie - che è un grandissimo. Insomma, in questa canzone vasco spiegava il testo della sua canzone BASTA POCO... ora, io pensavo che il Vasco fosse ritenuto dalla maggior parte della gente un emerito imbecille per quanto riguarda le parole delle sue canzoni. A parte gli strafalcioni grammaticali e l'incompletezza, anche a livello di significato, beh, a dire il vero è molto povero eh!

Credo che solo alcune canzoni per lui stesso significhino qualcosa... il resto, per quello che sento e leggo io, è pura spazzatura.

Comunque, nello stesso frangente ho sentito gente invece che apprezzava, quasi dicesse "Wow! Che poeta!"... ebbene, ecco che questo post è proprio per coloro che la pensano così'... non è per denigrare Vasco, anzi, ve l'ho già detto che l'ho leggermente rivalutato in questo periodo; ma è per la MUSICA... perchè la gente deve imparare a discernere ciò che è veramente ARTE da quello che invece è business o approssimazione.

E, ve lo ripeto, dato che secondo me Vasco è SOPRAVVALUTATO...

...Ladies and gentlemen... ecco la HIT PARADE delle frasi significative di Vasco...

"darei fuoco a casa tua
se passasse il mal di dente
e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica"
da BASTA POCO

"E mi chiedevo come...
avrei vissuto se tu....
e se quel "magone"...
sarebbe mai "andato giù"!
da IO NO

"...con il Rewind" (pronunciato REUIND!)
da REWIND

"Adesso che non c'è
Più Topo Gigio
Che cosa me ne frega
Della Svizzera"
da E ADESSO CHE TOCCA A ME

"Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà..."
da UN SENSO

"La primavera mette scompiglio
ieri ho sgozzato mio figlio
è stato un sbaglio
credevo fosse un coniglio"
da IERI HO SGOZZATO MIO FIGLIO



"Vuoi star ferma un secondo o no
Insomma vuoi star ferma la pianti o no
Vuoi star ferma un secondo con le mani
Un altro whisky qui.... anzi doppio!"
da VUOI STAR FERMA!

"Ho bisooogno
Di te
Che hai bisooogno di me
Te...
Che hai bisooogno di me
Te!?
Che hai bisogno di me!?
Sì te!
Che hai bisogno di me!"
da HO BISOGNO DI TE

"e se mordo una fragola
mordo anche te"
da E...

"Oggi mi sento un dio
Domani non sto in piedi
Dammi una mano señorita
E mettila qua
E vedrai che qualcosa
Succederà"
da SEÑORITA

"SI!!!!
STUPENDO!
MI VIENE IL VOMITO!"
da STUPENDO

Ora è venuto il vomito anche a me, caro Vasco, anche a me!

Farewell Rockers!!
Vostro
Ale

 

Scritto da AleTau | giovedì, 28 agosto 2008| Permalink | commenti (14)
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venerdì, 01 agosto 2008

Gentile Customare care:

Un anno fa ho cambiato l'applicazione FIDANZATA 7.0 per l'applicazione MOGLIE 1.0 che ha generato subito l'applicazione BIMBO 1.0 che occupa tantissimo spazio sul disco. Le istruzioni non dicono niente di questo fatto.
Ma ciò che più mi preoccupa è che l'applicazione MOGLIE 1.0 si autoinstalla su tutte le altre mie applicazioni e in più si lancia automaticamente quando apro un'altra applicazione fermandola.

Quindi applicazioni come: BIRRA_CON_GLI_AMICI 10.3 e CALCIO_DOMENICA 5.0 non funzionano più. Qualche volta compare un virus che si fa chiamare SUOCERA 1.0 che blocca il sistema oppure fa si che l'applicazione MOGLIE 1.0 si comporti in modo molto preoccupante.

Vorrei disinstallare MOGLIE 1.0 e reinstallare FIDANZATA 7.0 o magari un'altra versione più avanzata, ma mi sembra troppo complicato e non vorrei rischiare tanto, anche perchè BIMBO 1.0 mi piace molto.
Sono disperato! Aiutatemi!!!!!

RISPOSTA SOFTWARE HOUSE
Gentile cliente,
il suo problema è frequente tra gli utenti, ma il manuale d'istruzioni avvisava sull'ultima pagina) che passare da FIDANZATA X.0 a MOGLIE 1.0 comporta dei rischi:

- MOGLIE 1.0 non è più un'applicazione di divertimento come FIDANZATA X.0, ma è un Sistema Operativo Completo fatto per controllare tutte le altre applicazioni.

- Non è più possibile tornare a FIDANZATA X.0 perchè è stato cancellato
definitivamente.

- Lo stesso vale per il virus SUOCERA 1.0 che comporta problemi di
compatibilità con tutti i sistemi; quindi disinstallarla significa disinstallare MOGLIE 1.0 (che tra l'altro discende da SUOCERA 1.0).
E'sempre meglio aspettare che SUOCERA 1.0 si disinstalli da sola tra qualche anno.

- Diversi utenti hanno provato ad installare AMANTE 1.0 ma i rischi sono enormi: se, per caso, in quel preciso istante si autolancia MOGLIE 1.0 il sistema andrà in tilt creando i virus: REDDITO_ALIMENTARE_BIMBO e ROVINA_SICURA.

- Se arrivi ad installare AMANTE 1.0 non provare più a passare a MOGLIE 2.0 perchè i problemi saranno maggiori.

- Per fare funzionare meglio MOGLIE 1.0 consigliamo di acquistare i pacchetti GIOIELLI con tutte le sue versioni più costose, il pacchetto VESTITI_NUOVI, ma soltanto le ultime versioni, e VACANZE_LUSSUOSE.

- Ad ogni intervento di MOGLIE 1.0 lanciare subito SI_AMORE.EXE e
HAI_RAGIONE_AMORE.EXE.

- Fare attenzione ad eventuale lancio di SEGRETARIA_BIONDA_IN_MINIGONNA e NON_RISPONDERE_AL_TELEFONO perchè sono incompatibili con MOGLIE 1.0 e possono causare danni irreparabili.

Grazie per aver scelto il nostro prodotto e Le auguriamo buon divertimento.

Scritto da AleTau | venerdì, 01 agosto 2008| Permalink | commenti (5)
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giovedì, 31 luglio 2008

Ecco svelati i miei VERI genitori... AHAHAHAHAHAH!
Tra l'altro mio padre è l'unica celebrità NON FAMOSA! :-(

Scritto da AleTau | giovedì, 31 luglio 2008| Permalink | commenti (3)
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giovedì, 31 luglio 2008

E' il destino che decide il nostro futuro
o siamo noi a scegliere la direzione del nostro fato?

Scritto da AleTau | giovedì, 31 luglio 2008| Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 30 luglio 2008

Buongiorno rockers,

oggi volevo spostare la vostra - e insieme la mia - attenzione sulla "teoria della relatività". Tranquilli, non scomoderò il buon Albert dalla sua tomba... volevo però farvi notare quanto perdiamo di significato quando pensiamo alla storia in relazione al presente. Leggo di Cartesio, Copernico, Newton, Hubble e penso: "Ma i loro rispettivi contemporanei, cosa avranno pensato? Si saranno accorti che queste persone stavano cambiando il mondo in cui stavano vivendo?"

Eh, boh, mi sento un po' così anche io... ho paura di non rendermi conto subito delle scoperte che oggi sono in stato embrionale ma che tra qualche anno invece rivoluzioneranno completamente il nostro modo di vedere le cose, la nostra concezione di vita.

E quindi, beccatevi sta piccola introduzione alla meccanica quantistica, scienza recente che studia il comportamento degli atomi. E' difficile da comprendere anche per chi è del settore immagino, comunque già solo conoscerne i principi dovrebbe permetterci di capire in linea di massima le enormi potenzialità che ha!

ScienceRock!

Ale


 

LA MECCANICA QUANTISTICA

La comprensione della meccanica quantistica sembra, a prima vista, una questione piuttosto complessa. Anche ad un secondo sguardo, tuttavia, le cose non sembrano migliorare di molto. Di certo si può dire che la meccanica quantistica riguarda il comportamento della materia a livello atomico e subatomico. Possiamo dire, in via preliminare, che con la teoria dei quanti l'atomo perde molto della sua certezza deterministica a favore di una maggiore incertezza statistica.

Plank e la sua costante. Tutto cominciò con la scoperta di uno studente di fisica di nome Max Plank, il quale scoprì nel 1900 che le radiazioni emesse da un corpo caldo non sono emesse in modo continuo ma in pacchetti, ovvero in quanti ( è bene sapere che scaldare la materia equivale ad agitarne gli atomi e provocare il desiderio di fuggire in alcune particelle; in altri termini, l'agitazione degli atomi e delle molecole può produrre la rottura dei legami che tengono unite le singole particelle).

Questa scoperta aprì un mondo del tutto nuovo nell'ambito della fisica. Fino a Plank si credeva che le radiazioni fossero un fenomeno costante e frazionabile a piacere, come una normale grandezza numerica, dopo Plank si dovette tener conto che l'energia (la radiazione) non viene emessa costantemente ma quantizzata in pacchetti.
In sostanza l'energia non è solamente un onda che si propaga in modo continuo e in tutte le direzioni (emanazione continua), l'energia viene emanata a proiettili, ovvero in quanti predefiniti dello stesso valore (emanazione discreta). Per usare un altro esempio, il quanto assomiglia al vagone di un treno, dove il treno rappresenta la quantità di energia complessiva e ciascun vagone il quanto costante in cui è suddivisa e sotto la cui grandezza non può essere ulteriormente considerabile.

La costante di Plank esprime il valore fisso e non frazionabile in cui l'energia di una radiazione è divisa. L'onda della radiazione si esprime in frequenza, maggiore è la frequenza (più corta è la lunghezza dell'onda) maggiore è l'energia racchiusa in un quanto.
L'energia, in sostanza, cambia in quantità, ma per essere emessa viene racchiusa sempre nel medesimo quanto, della stessa dimensione (relativamente all'esempio precedente, non importa quante persone vi siano in un vagone, il vagone resterà sempre della stessa lunghezza).

Molti furono gli ostacoli ad una effettiva comprensione della scoperta di Plank (ed Einstein dette una mano a Plank nel chiarirne alcune conseguenze), la teoria si impose molto lentamente nell'ambito scientifico e molto lentamente diede i suoi primi frutti nelle applicazioni successive.

Il dualismo onda-particella. Una prima conseguenza derivante dalla formulazione della teoria dei quanti fu la scoperta che la luce, oltre a comportarsi come onda, e quindi essere soggetta a fenomeni di rifrazione (le onde di luce si intrecciano e si sovrappongono come onde nel mare), si comporta anche come particella (la particella di luce viene chiamata fotone).

Questa scoperta non mancò di suscitare perplessità e resistenze. Malgrado la sua evidenza, provata da innumerevoli esperimenti, vi sono ancora oggi fisici che avanzano dubbi su questo dualismo, scetticismo forse dettato dal fatto che tale dualismo sembra contraddire in primo luogo un principio saldissimo nelle menti dei pensatori: il principio di non contraddizione.

Il punto è che onde e particelle, nel senso comune, sembrerebbero due entità contrapposte: le prime si irradiano a piacere e non sembrano avere problemi di frazionabilità, in quanto fenomeno costante e uniforme; le seconde sono per eccelenza entità quantizzate e discrete, nel senso che l'energia è costretta solamente in certi intervalli (non è possibile dividere un quanto in due, l'energia emessa in modo particellare ha come valore minimo sempre e comunque quella di un quanto).

Il problema del dualismo sembra in realtà non sussitere, il dualismo apparente è un problema di interpretazione: la luce, in sostanza, a seconda del tipo di esperimento, soddisfa sia la dimostrazione ondulatoria (dell'onda) sia quella particellare (della particella): quando i fisici domandano alla luce se essa sia un'onda, la luce risponde di si, quando le chiedono se essa sia una particella, anche questa volta la luce risponde di si. Una soluzione definitiva la potrebbe fornire un esperimento che interroghi la luce su untrambe le questioni contemporaneamente, il problema è che a tutt'oggi sembrano sussitere limiti fisici invalicabili che impediscono lo svolgimento di tale esperimento.

Werner Heisenberg (1901-1976)Heisenberg e il principio di indeterminazione. Un'altra spallata alle certezze di una fisica deterministica (ovvero sicura di poter predire sempre, a partire da stati presenti certi, qualsiasi stato futuro) la diede nel 1926 il fisico tedesco Werner Heisenberg.
Egli introdusse in fisica l'
indeterminazione delle grandezze. Il principio di indeterminazione, infatti, sosteneva che non è possibile sapere contemporaneamente e con certezza la posizione e la velocità di una particella. In sostanza, più sapremo con precisione la posizione di una particella, meno sapremo informazioni sulla sua velocità, e viceversa.

Questo apparente paradosso è la conseguenza di comportamenti naturali ineliminabili. Per provare la posizione o la velocità di una particella, infatti, occorre spararle contro un fascio di luce. Ma la luce, come abbiamo visto, non è neutra, bensì è composta da fotoni, ciascuno con una carica di energia tanto più alta quanto è più alta la frequenza dell'onda di luce. A questo punto, il fotone che colpirà la particella non potrà che perturbare la traiettoria e lo stato della particella colpita: l'energia del fotone interferirà con lo stato della particella e la cambierà nella traiettoria e nella velocità.
Ecco perché, indipendentemente dal procedimento usato per l'esperimento, i limiti naturali propri delle onde luminose, non permetteranno mai di spiegare a fondo il reale stato della materia. Lo strumento più piccolo a disposizione dell'uomo è pur sempre una particella dotata di energia, a lovelli quantistici e subatomici questa piccola quantità di energia non può che costituire un elemento di perturbazione che impedisce di trattare le particelle oggetto di studio del tutto neutralmente.

Conseguentemente a questo discorso, la meccanica quantistica non potrà più avvalersi delle leggi della fisica classica: Heisenberg, Schrodinger e Dirac fonderanno quindi la nuova fisica, non più basata sulla certezza deterministica, per cui conoscendo esattamente lo stato di una particella si può prevedere meccanicamente e precisamente ogni sviluppo futuro, ma su nuove equazioni quantistiche, in cui lo stato della materia, lungi dal rappresentare una certezza determinata, non può che essere un'ipotesi probabilistica.

Ogni particella, in meccanica quantistica, non ha posizione e velocità determinate ma vive uno stato quantico, è come dire che ogni qualvolta si troveranno di fronte una particella, i fisici dovranno trascinare nei calcoli ogni possibile traiettoria della particella, e in questo, la particella verrà a trovarsi spesso nella posizione di vera e propria onda.
Bisogna infatti aggiungere che è possibile limitare lo stato quantico entro degli intervalli, primo fra i quali è il prodotto dell'incertezza della posizione della particella per quello dell'incertezza della sua velocità, il quale non potrà mai essere inferiore alla constate di Plank.

Dunque, alla luce della meccanica quantistica, i fisici potranno prevedere posizione e velocità di una particella solo statisticamente, e non più in modo deterministico.

fonte: http://www.forma-mentis.net/Fisica/Quanti.html

per approfondire leggete anche questo interessantissimo articolo:
http://www.ipotesi.net/ipotesi/perche.htm

Scritto da AleTau | mercoledì, 30 luglio 2008| Permalink | commenti (4)
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martedì, 29 luglio 2008

Giorno Rockers,

oggi voglio porvi una domanda matematico-filosofica: 1 + 1 = 2? Sempre?

E' da un po' che volevo approfondire con voi questo concetto... l'unione fa veramente la forza?

Ultimamente io invece sono proprio convinto del contrario... l'unione non solo NON FA la forza, ma anzi INDEBOLISCE ambedue i fattori.

Giustamente non avete nemmeno la minima idea di cosa io stia parlando... vi faccio un esempio... siete mai andati a quei comizi politici dove c'è il tipo che parla e gli altri sotto che applaudono, rispondono intonando cori e urlando a squarciagola? In quel momento l'ebetismo della massa raggiunge apici catastrofici. Il cervello viene disconnesso e subentra il "pilota automatico"... qualsiasi cosa il tipo dica è un "SI!!", qualsiasi minimo gesto viene emulato e nessuno dice "Mah, sono d'accordo al 90% su quello che dici tu!"... questo perchè? Perchè in quel momento l'insieme dei singoli si sono trasformati nella figura mitologica del POPOLO BUE.

Ahhh il POPOLO BUE! Termine molto caro a noi di destra.... non fraintendetemi non sto dando a noi stessi degli ignoranti... però riconoscerete che quando ci associamo in qualsiasi forma (partito politico, comunità, ecc...) improvviamente ci rimbecilliamo... scendiamo a patti col nostro cervello, zittendolo e dicendogli Manda giù dai, che è buona lo stesso!

Questa tendenza è proporzionale al numero di facenti parte del gruppo... più persone ci sono in un gruppo e più solitamente l'intelligenza, anzichè essere aumentata dalla somma degli altri, viene DIVISA per il numero dei componenti...

Poi se si è fortunati, si capita in un gruppo "buono" dove la maggior parte delle cose che si dicono sono giuste (vedi la S. Chiesa), ma indubbiamente si rimane esposti all'essere facilmente manipolati da chi invece decide di fare il burattinaio.

Beh, leggendola un po' in chiave macchiavellica può anche essere un modo per fare qualcosa di buono sfruttando le debolezze della massa. Non è un metodo ortodosso, lo so, ma se questo è un modo per compiere ciò che è bene in quel momento (bene assoluto, non bene relativo nè!) allora lo condivido come metodo di governo.

Purtroppo a questa cosa non ci si può scappare; in un modo o nell'altro siamo sempre influenzati, guidati, diretti. Anche quando facciamo gli anticonformisti. E soprattutto quando diciamo "ma a me non frega niente!". A me frega invece! Bisogna essere consci di quello che si fa e del perchè lo si fa. L'unica cosa che ci è data di fare è di "accettare l'ignoranza" di fatto escludendola...

COGITO ERGO SUM

Ahoy rockers!

Ale

 

Scritto da AleTau | martedì, 29 luglio 2008| Permalink | commenti (2)
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venerdì, 25 luglio 2008

GRAZIE DIO

TU SI CHE SEI

UN ROCKER !!!

Scritto da AleTau | venerdì, 25 luglio 2008| Permalink | commenti (6)
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giovedì, 24 luglio 2008

Eccovi come promesso uno dei pittori che io più apprezzo e ammiro... un uomo che fotografava ancor prima che esistesse la fotoimpressione! Grande Jan!! ^_^


JAN VAN EYCK
(Maaseik1390 circa – Brugesgiugno 1441

Nonostante sia considerato il capostipite della pittura nei Paesi Bassi nel '400 ed il maggior pittore nord europeo del suo tempo, le notizie certe riguardanti la sua vita sono ancora molto scarse, inclusi il luogo e la data di nascita esatti. Jan van Eyck nacque in una data compresa fra il 1390 e il 1400 quasi sicuramente a Maastricht che all'epoca faceva parte dei possedimenti del duca di Borgogna e a introdurlo nel mondo della pittura dovrebbe essere stato il fratello maggiore Hubert, anche se parte della critica dubita persino della sua esistenza, visto che di lui esistono solo due riferimenti: il primo sul più volte smontato e rimontato polittico dell'Agnello Mistico e l'altro su una pietra tombale nella diruta abbazia di San Bavone a Gand.Nulla sappiamo sulla formazione dell'artista, nemmeno se essa si svolse in Francia o nella terra di origine. Alla fine del trecento e nella prima metà del Quattrocento le Fiandre, ovvero l'odierno Belgio settentrionale e una parte dei paesi bassi, erano governate dai duchi di Borgogna.

Le prime informazioni che si hanno sul conto di Van Eyck risalgono quindi al periodo che va dall'ottobre 1422 al settembre 1424, quando il pittore si trovava all'Aja alla corte di Jean de Bavièere Hainaut, conte d'Olanda. L'anno successivo divenne pittore di corte del duca di Borgogna Filippo il Buono, per conto del quale compì anche numerose missioni diplomatiche: si recò infatti a Lisbona nel (1428) per concordare le nozze del duca con Isabella di Portogallo, alla quale farà successivamente un ritratto. Dopo aver abitato per qualche tempo nella città francese di Lilla, nel 1432 si trasferì definitivamente a Bruges, dove trascorse il resto della sua vita e morì ancora in giovane età nel giugno 1441, come testimoniano gli incartamenti relativi al suo funerale custoditi nell'archivio della cattedrale di Saint-Donatien.

La sua arte ebbe una portata rivoluzionaria al pari di quella di Masaccio in Italia: essa rappresentò il superamento delle convenzioni del gotico in nome di una concezione 'naturalistica' ricondotta alle istanze della percezione visiva e all'indagine scientifica della realtà.

Le sue opere più famose risalgono quasi tutte al periodo in cui viveva a Bruges, mentre più scarse sono le testimoninze relative al suo soggiorno olandese; tra le prime opere conosciute del pittore vi sono le due tavole raffiguranti la Crocifissione ed il Giudizio finale, eseguite intorno al 1430 e forse facenti parte di un polittico smembrato oppure unite insieme a formare un dittico. Lo spazio della Crocifissione è organizzato secondo un punto di vista rialzato che aumenta il senso di profondità; ai piedi delle croci è riunita una gran folla di personaggi in cui si vedono soldati e dignitari di corte ritratti con impassibile distacco, contrapposto alla disperazione della Vergine inginocchiata in primo piano ed avvolta in un largo abito celeste che lascia scoperto soltanto il volto. Il senso di drammaticità è accentuato dalla posizione del ladro sulla destra raffigurato con il corpo piegato sulla croce, come nel tentivo estremo di liberarsi dalle corde, mentre il cielo plumbeo annuncia l'imminente morte del Cristo; la città che si vede sullo sfondo, con i suoi numerosi edifici che ricordano le costruzioni fiamminghe del tempo, rappresenta la Gerusalemme celeste. La tavola con il Giudizio finale è invece costruita secondo un modello di derivazione medievale, con una disposizione su tre piani e con le figure di grandezza diversa a seconda del loro grado d'importanza; in alto si trova il Cristo circondato da angeli che reggono gli strumenti della Passione, dalla Madonna e S. Giovanni e sotto i 12 apostoli affiancati da santi e beati. Nella parte inferiore del dipinto si vedono i morti che emergono dalla terra e dal mare in attesa del giudizio con l'arcangelo Michele che sovrasta lo scheletro della Morte raffigurato con ali da pipistrello usate per delimitare lo spazio degli inferi dove i dannati vengono scaraventati in preda a terribili mostri che ne straziano i corpi. La tavola contiene anche delle iscrizioni destinate alla corretta interpretazione delle immagini conferendo una funzione di erudizione all'opera che forse era destinata ad una persona istruita, in grado perciò di leggerla e di comprenderne il significato.

Al 1432 viene datato il completamento del monumentale polittico di Gand, realizzato per la chiesa di San Bavone e presumibilmente iniziato dal fratello Hubert, morto nel 1426, come conferma l'iscrizione presente sulla cornice esterna del dipinto. Esso è costituito da 12 pannelli, disposti su due registri, uno superiore e uno inferiore; al centro del registro superiore si trova il Dio Padre, con ai lati la Vergine e S. Giovanni Battista, mentre a sinistra si trovano gli Angeli cantori e Adamo a destra gli Angeli musici e Eva. Nel registro inferiore si può ammirare la grande tavola centrale con l'Adorazione dell'agnello mistico, affiancata da due scomparti laterali con i Cavalieri di Cristo e i Giudici integri (a sinistra) e gli Eremiti e i pellegrini(a destra). La critica sembra oggi propensa ad attribuire a Hubert la concezione ed in parte l'esecuzione della tavola con l'Adorazione e delle tre tavole sovrastanti, mentre tutto il resto venne eseguito da van Eyck che vi lavorò a fasi alterne, ciò spiegherebbe l'evidente carattere di disomogeneità tra i vari scomparti, che per esere pienamente apprezzati devono essere analizzati singolarmente. In quest'opera compaiono comunque quelli che diverranno i caratteri tipici della pittura di van Eyck: naturalismo analitico, uso di colori luminosi, cura per la resa del paesaggio e grande lirismo, tutti elementi che si ripresenteranno anche nei dipinti eseguiti a pochi anni di distanza dal polittico di Gand.

Al 1433 vengono fatti risalire la Madonna con Bambino, detta di Ince Hall ed il ritratto dell'Uomo con il turbante rosso, da alcuni considerato come l'autoritratto del pittore che vi appose la sua firma e la data di esecuzione (21 ottobre 1433) ed il motto fiammingo divenuto famoso: <<come posso, non come vorrei>>. Lo sfondo scuro esalta le sembianze dell'uomo che indossa un voluminoso copricapo, su cui cade inevitabilmente lo sguardo dello spettatore che ammira la stupefacente abilità nel rendere le pieghe del panneggio attraverso il contrasto tra luci ed ombre.

L'opera più conosciuta di van Eyck resta il celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini realizzato nel 1434. Sul significato del duplice ritratto e dei numerosi simboli che il pittore aggiunse, va senz'altro menzionato il particolare dello specchio in cui sono riflessi il pittore stesso e un altro personaggio in qualità di testimoni dell'evento. Secondo l'interpretazione tradizionale, il quadro celebrava il matrimonio tra il mercante lucchese Giovanni Arnolfini, da oltre un decennio stabilitosi a Bruges, e Giovanna Cenami.

Tra le altre opere importanti di van Eyck vanno ricordate la Madonna del cancelliere Rolin, che molti mettono in relazione con la pace di Arras stipulata nel 1435, la Santa Barbara e il Trittico di Dresda.

La Madonna del cancelliere Rolin venne eseguita tra il 1434 ed il 1435 e oggi si trova al Louvre di Parigi; la scena di svolge all'interno di un ambiente chiuso ma con un'ampia arcata di fondo che crea un complesso gioco di luci ed ombre. Le due figure principali, la Vergine ed il donatore, sono perfettamente bilanciate e disposti l'una di fronte all'altro; l'abito del cancelliere in adorazione è decorato con preziosi ricami, mentre il Bambino tiene in mano un monile luminescente e la Vergine è vestita con un lungo abito rosso sul quale sono ricamate in lettere d'oro i passi dell'ufficio mattuttino recitato durante la messa celebrata davanti al cancelliere. Le arcate lasciano intravedere la veduta di una città fluviale riprodotta in ogni suo dettaglio: gli edifici, le strade e persino i suoi minuscoli abitanti. Questa minuzia descrittiva nella composizione contribuiva alla sua visione d'insieme ed era consideta come la soluzione ideale per combinare la raffigurazione di un interno con un paesaggio aperto sullo sfondo.

Nel trittico di Dresda, invece, la tavola centrale raffigura la Madonna in trono con il Bambino e sui pannelli laterali si vedono S.Michele con il donatore a sinistra e S.Caterina a destra; la coRnice è ancora quella originale e sul lato esterno degli sportelli si può vedere un'Annunciazione dipinta a grisaille. Il nuovo motivo iconografico qui introdotto da van Eyck che proponeva l'identificazione di Maria con la Chiesa stessa, venne ripreso da molti altri artisti anche italiani, tra cui Piero della Francesca per la sua famosa Pala di Brera.

All'ultimo periodo di attività del pittore sono da riferirsi la Madonna della fontana (opera firmata e datata nel 1439, custodita al museo Nazionale di Anversa) e quella che è conosciuta come la Madonna di Lucca.

Alla scuola di van Eyck si riconducono anche le miniature presenti nelle poche copie manoscritte di Biblia pauperum oggi conosciute.

Scritto da AleTau | giovedì, 24 luglio 2008| Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 23 luglio 2008

Se questo non è rock'n'roll....  

Higitus Figitus, zabracazé!
Prestate attenzione tutti a me!
- Si fanno le valige, andiamo…
no, no, non tu! Sempre i libri prima!-

Hockety pockety wockety wack
abracabra dabra nack
se ciascun si stringerà il posto a tutto si troverà!

Hockety Pockety Wockety Wà
tutto quel che servirà
hai quasi finito di imballar
non ti farò aspettar!

Higitus Figitus Migitus Mum
Prestidigitorium

Higitus Figitus Migitus Mum
Prestidigitorium! - Ouch! -

Hockety Pockety Wockety Wà
Abbracabbra dabbra dat
se ciascun si stringerà
il posto a tutto si troverà.

Hockety Pockety Wockety Wà
tutto quel che servirà
hai quasi finito di imballar
non ti farò aspettar!

Higitus Figitus Migitus Mum
Prestidigitorium

Higitus Figitus Migitus Mum
Prestidigitorium - Ouch! -Ahah!

Scritto da AleTau | mercoledì, 23 luglio 2008| Permalink | commenti (2)
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